Quale “approccio” nel tradurre



Nell'attività di traduzione si tende inconsapevolemente ad analizzarne la frase nei suoi costituenti: parole e sintagmi, che tendiano spesso a tradurre "in automatico" adottando il traducente più frequente.

Tendiamo ad esempio a tradurre an attractive girl con una ragazza attraente (e non carina), "sedotti" (è il caso di dirlo) dalla comune origine etimologica. Nel caso di approach invece tendiamo invece a riprodurre pedissequamente l'originale con approccio, ormai accettato nella nostra lingua, oppure traduciamo con impostazione (che è uno dei due modi in cui si è soliti rendere questo termine).

Fin qui nulla da ridire, perché sia "approccio" che "impostazione" in italiano vanno bene (si potrà semmai vedere nel primo traducente un calco semantico ormai naturalizzato e nel secondo un tentativo di reagire al primo...). Una frase come "programmi di formazione con un approccio più operativo" è assolutamente accettabile.

Ma proviamo ora a inserire questa stessa frase in un traduttore automatico web (MyMemory) nella direzione italiano-inglese. Il risultato è: training programs with a more operational approach, dove la traduzione di approach è corretta e quella di operational perfettibile (meglio, come suggerisce il mio collega Paul: operations-based). Se ora decido di inserire la stessa frase con una modifica che non altera in nulla il significato: programmi di formazione con un taglio più operativo, trovo: training programs with a more operative […]. In altre parole "taglio" non viene riconosciuto come pertinente e non viene tradotto e operativo viene tradotto con operative, che è del tutto fuori luogo.

Morale: più stereotipia, più probabilità per noi traduttori di finire preda della traduzione automatica statistica…